Posta tra Corso Serpente Aureo e Via Roma, è la piazza principale di Offida, molto particolare poiché presenta un’insolita forma triangolare. Tale aspetto risale alla seconda metà del 1700, quando furono demolite alcune strutture ospedaliere esistenti e venne costruita, sul lato sinistro, la nuova chiesa della Collegiata. Dopo l’unità d’Italia fu intitolata a Vittorio Emanuele II, mentre dal 1994 ha preso il nome di Piazza del Popolo. Ricca di monumenti che vanno dal Palazzo Comunale, alle chiese, ai palazzi gentilizi, ancora oggi, come in passato, costituisce il cuore della vita cittadina.
Palazzo Comunale
Posto sul lato principale di Piazza del popolo, è il simbolo della vita civile ed amministrativa di Offida. La struttura originaria, risalente ai secoli XI e XII, ha subito modifiche e restauri nel corso dei secoli. Costruito in laterizio, è caratterizzato da una torre trecentesca coronata da merli a coda di rondine, sulla quale è stato inserito successivamente un orologio. Sempre sulla facciata principale si distingue una graziosa loggetta formata da 13 colonne cilindriche in travertino, alle due estremità destra e sinistra della loggetta, nel 1932, sono stati posti due stemmi, opera dello scultore offidano Aldo Sergiacomi, raffiguranti rispettivamente i simboli del Comune di Offida e di casa Savoia. Il portico che dà sulla piazza, costituito da colonne in laterizio sormontate da capitelli in travertino, risale al XV secolo, mentre l’altro portico che fiancheggia il palazzo dalla parte del Corso Serpente Aureo, è molto più recente e risale alla fine del XVIII secolo. La modifica più evidente apportata all’antica struttura, è sicuramente l’aggiunta, nel 1924, di una fila di merli a coda di rondine lungo il muro perimetrale superiore della facciata principale. Le eleganti sale interne, ospitano ancora oggi gli uffici amministrativi comunali. Gli eventi sismici del 2016 – 2017 hanno reso necessari alcuni lavori di messa in sicurezza sia all’interno che all’esterno del palazzo comunale.
Teatro Serpente Auro
In origine il teatro si trovava all’interno della Sala Consiliare del Palazzo Comunale e, ancora oggi, non ha una facciata propria, ma si accede ad esso dall’ingresso posto sotto il porticato del Municipio stesso. La struttura attuale risale al 1820, su progetto dell’architetto Pietro Maggi e fu rimodernata nel 1862. Il teatro presenta uno schema a ferro di cavallo, con 50 palchi suddivisi in tre ordini, oltre al loggione e alla platea. Tutta la sala è decorata da stucchi ed intagli dorati, recentemente restaurati; la volta, interamente decorata, presenta Apollo e le muse, oltre ad otto medaglioni con gli autori più illustri della lirica e della prosa, opera tutti di Alcide Allevi. Dal soffitto pende un prezioso lampadario interamente di cristallo. Sul palcoscenico si conserva ancora l’antico sipario del 1826, opera di Giovanni Battista Magini, sul quale è raffigurata la leggenda del serpente d’oro, da cui il teatro prende il nome.
Chiesa della Colleggiata
È chiamata la nuova Collegiata poiché venne costruita sul lato della piazza dove sorgeva l’Oratorio della Trinità. La struttura risale alla fine del 1700, quando su disegno di Lazzaro Giosafatti e sotto la direzione di Pietro Maggi, iniziarono i lavori di costruzione, riutilizzando parte dei materiali ricavati dalla demolizione del monastero di Santa Maria della Rocca. La facciata principale, che presenta una molteplicità di stili che vanno dal greco e romano a quello barocco, è caratterizzata da un lunettone centrale che contiene un mosaico raffigurante l’Assunta, aggiunto nel 1950, in occasione del centenario della Madonna che mosse gli occhi, ancora adesso conservata all’interno della chiesa. L’interno, a pianta latina, è a tre navate e nella navata centrale, in corrispondenza dell’abside, s’innalza una cupola sovrastata da un cupolino a forma di tempietto periptero. Lungo le navate laterali si trovano numerosi altari minori, tutti decorati da tele di noti pittori locali e non. Nella cappella del transetto è conservato il palio del miracolo con la Madonna che, nel 1850, in occasione di una pestilenza, mosse ripetutamente gli occhi facendo cessare definitivamente il morbo. Alle due estremità dei bracci minori della chiesa, ci sono due cappelle fiancheggiate da due rampe di scale che portano alla cripta. Nella cripta, nel 1920, su disegno del maestro G. Leoni, è stata ricostruita, in dimensioni ridotte, la grotta di Lourdes, utilizzando il materiale proveniente dal monte dell’Ascensione. Tale ambiente costituisce per i fedeli un luogo di culto e di preghiera molto suggestivo.
Chiesa della ColleggiataÈ chiamata la nuova Collegiata poiché venne costruita sul lato della piazza dove sorgeva l’Oratorio della Trinità. La struttura risale alla fine del 1700, quando su disegno di Lazzaro Giosafatti e sotto la direzione di Pietro Maggi, iniziarono i lavori di costruzione, riutilizzando parte dei materiali ricavati dalla demolizione del monastero di Santa Maria della Rocca. La facciata principale, che presenta una molteplicità di stili che vanno dal greco e romano a quello barocco, è caratterizzata da un lunettone centrale che contiene un mosaico raffigurante l’Assunta, aggiunto nel 1950, in occasione del centenario della Madonna che mosse gli occhi, ancora adesso conservata all’interno della chiesa. L’interno, a pianta latina, è a tre navate e nella navata centrale, in corrispondenza dell’abside, s’innalza una cupola sovrastata da un cupolino a forma di tempietto periptero. Lungo le navate laterali si trovano numerosi altari minori, tutti decorati da tele di noti pittori locali e non. Nella cappella del transetto è conservato il palio del miracolo con la Madonna che, nel 1850, in occasione di una pestilenza, mosse ripetutamente gli occhi facendo cessare definitivamente il morbo. Alle due estremità dei bracci minori della chiesa, ci sono due cappelle fiancheggiate da due rampe di scale che portano alla cripta. Nella cripta, nel 1920, su disegno del maestro G. Leoni, è stata ricostruita, in dimensioni ridotte, la grotta di Lourdes, utilizzando il materiale proveniente dal monte dell’Ascensione. Tale ambiente costituisce per i fedeli un luogo di culto e di preghiera molto suggestivo.
Chiesa dell'addolorata
Si trova all’estremità del Palazzo Comunale; la struttura risale al XV secolo ed è caratterizzata da un portico sopra il quale si trovano due finestre cinquecentesche in pietra. L’interno è ad una sola navata e presenta un soffitto decorato dal pittore fermano S. Nardi. La chiesa ha un ruolo particolarmente importante nel periodo di Pasqua, poiché all’interno viene conservata la bara ottocentesca del Cristo morto, portata in processione per le vie del paese la sera del Venerdì Santo.
Chiesa del Suffragio o della Morte
Vicino alla chiesa dell'Addolorata si trova la chiesa del Suffragio. La facciata mostra i segni di due piccole porte murate in travertino, risalenti al sec. XIV (1300) e presenta l'originario ingresso della chiesa di S. Antonio abate. A sinistra di tale ingresso si evidenziano i resti di un affresco deteriorato, attribuito a Simone De Magistris (1534‑1600), raffigurante «S. Antonio». L’interno, a tre navate, fu ricostruito nel sec. XIX (1800). Sulla parete di fondo, in una nicchia, è posto un finto scheletro in legno dei sec. XVII (1600), raffigurante «la Morte». Nel 1873 il tempio venne dedicato alla Vergine Maria.