Nel 2024 Offida ha celebrato i 500 anni del Carnevale Storico. Un’esperienza strabiliante e dalle mille emozioni, in cui storia, tradizioni, folclore e goliardia si intrecciano per dar vita a un evento originale e unico nel suo genere.
La manifestazione è una delle più importanti e sentite dell’anno, un’autentica festa del popolo che coinvolge l’intera comunità e non solo; migliaia di persone si recano infatti a Offida e non come semplici spettatori, ma per partecipare e vivere l’euforia dell’evento in prima persona e, messa da parte ogni regola o convenzione sociale, è d'obbligo divertirsi, quasi attori di rappresentazioni il cui valore simbolico cede più a quello reale delle forze vitali e istintive.
Il Carnevale ha origini che si perdono nella notte dei tempi e come scritto negli Statuta Ophidanorum, redatti nel 1524, si concedeva una vacanza per il giovedì grasso, affinché le autorità ed i funzionari avessero facoltà di partecipare ai divertimenti e festeggiamenti popolari, che si celebravano in quella giornata, supponendo varie e gaie forme di svago che terminavano il martedì, come oggi.
Il Carnevale offidano si svolge ogni anno secondo un rituale fissato dalla tradizione: il 17 gennaio (giorno di S.Antonio), rappresenta l’inizio ufficiale del Carnevale; la «Domenica degli Amici», precede di due settimane il Carnevale; la Domenica dei Parenti, una settimana prima del Carnevale; seguono i «veglionissimi» al Teatro Serpente Aureo, la mascherata dei bambini del giovedì grasso, «Lu Bov Fint» (il bove finto) del venerdì e la fantasmagorica sfilata dei «Vlurd» l'ultimo giorno.
Un ruolo molto importante è ricoperto dalle Congreghe, gruppi di suonatori che, al suono delle loro fanfare, danno vita a piccole farse propiziatorie incentrate per lo più sui temi della virilità e della fertilità. Le congreghe, che hanno lo scopo di aggregare tra loro parenti e amici, desiderose di partecipare alla baldoria carnevalesca, iniziano le loro uscite a partire dal 17 gennaio e per tutto il periodo successivo, si ritrovano per le vie del paese a ritmo di musica sempre più incalzante in prossimità del clou della festa.
Ogni congrega ha una propria organizzazione, una divisa e un modo peculiare di partecipare ed interpretare il carnevale. Tutte rispettano le tradizioni che tramandano ai propri adepti.
A testimonianza del ruolo fondamentale che svolgono, la mattina del Giovedì Grasso ricevono in consegna, dal Sindaco, le chiavi della città e, da quel momento, il paese è simbolicamente nelle loro mani, tra allegria ed euforia.
La maschera tipica del Carnevale offidano è il Guazzarò, un saio di tela bianca con fazzoletto rosso al collo, che viene indossato il giorno del Bove Finto e il martedì per portare i vlurd.
Di origine più recente è la M’ntura (mutandoni, camicia e gilet), che da diversi decenni rappresenta la veste tipica indossata nel giorno del Bove Finto. Sia il Guazzarò che la M’ntura sono state iscritte tra le maschere del Centro Nazionale di Coordinamento delle Maschere Italiane.
A caratterizzare il Carnevale offidano è la manifestazione de «Lu Bov Fint», che consiste in una farsesca caccia ad un bue oggi finto, ieri vero. Si tratta di una manifestazione che, nonostante l'incalzare dei tempi moderni, conserva integra la propria identità, mantenendo una sana impronta di creatività popolare
Si svolge il giorno del Venerdì grasso ed è una rievocazione delle antiche corride introdotte dagli Spagnoli durante la loro dominazione. Consiste nel far correre per le vie del paese una sagoma di bue, costituita da un’intelaiatura di legno e rivestita da un telo bianco con strisce rosse. Un uomo fa correre il bove da sotto l’intelaiatura, mentre un altro lo guida dall’esterno.
Dietro al bove corre una moltitudine di persone, tutte vestite con il guazzarò o con abiti da torero. La manifestazione inizia nel primo pomeriggio, partendo dal quartiere Cappuccini, fino ad arrivare in Piazza del Popolo.
Lungo il percorso sono numerosi i punti di ristoro dove è possibile mangiare e bere.
Una volta giunto in piazza, verso sera, il bove viene “mattato” davanti al loggiato del palazzo comunale e portato via al canto di Addio Ninetta Addio, inno ufficiale del Carnevale.
Durante la mattinata del venerdì grasso, si svolge una manifestazione per i bambini della scuola dell’infanzia e i ragazzi delle scuole elementari e medie, che simulano la stessa corrida pomeridiana, con un bove più piccolo.