Alle porte del paese sono ancora visibili i resti ben conservati dell’antica cinta muraria. Secondo quanto riferito dallo storico Guglielmo Allevi, la struttura originaria risalirebbe al sec. XII-XIII, mentre da una pianta di Offida disegnata da F. Fabiani nel 1694, risultano ancora visibili le fortificazioni in tale periodo. La porta principale era costituita da un torrione quadrato, con una porta che, attraverso un ponte levatoio, consentiva l’ingresso in città. La struttura che si può vedere, risale al XV secolo, quando cioè fu costruita la nuova rocca, su progetto dell’architetto Baccio Pontelli, per far fronte ai continui scontri tra Offidani e Ascolani. Il torrione, a pianta circolare e rivestito in mattoni, consentiva infatti di difendersi meglio poiché i proiettili dei nemici scivolavano facilmente sui fianchi, senza raggiungere l’obiettivo. Nel 1493 la Rocca fu munita di artiglieria, per fronteggiare i colpi dei nemici e rendere inattaccabili i capisaldi della fortificazione stessa. Secondo la tradizione l’artiglieria fu tolta per essere inserita nei fortilizi della S. Casa di Loreto.
Attualmente si conservano il torrione che difendeva l’ingresso alla città, una torre quadrata ed una cilindrica, tutte collegate da lunghi tratti di mura.
Di recente, lungo le mura medievali, sono state installate delle luci led a basso impatto ambientale, con un impianto illuminotecnico regolabile che di notte conferisce a tutta la zona un aspetto fiabesco e suggestivo.
È un monumento in bronzo, realizzato nel 1983 dallo scultore offidano Aldo Sergiacomi. È posto all’ingresso del paese per testimoniare la grande importanza che il merletto a tombolo ha in Offida. Si tratta infatti di un’arte molto antica che viene tramandata di generazione in generazione, permettendo la realizzazione di veri e propri capolavori artigianali. Il monumento mette in evidenza proprio la continuità della tradizione, rappresentando tre generazioni a confronto; da sinistra verso destra l’anziana nonna che segue attentamente il lavoro della giovane madre e della bambina, molto presa nell’apprendere le prime tecniche di lavorazione.
È un monumento in bronzo, realizzato nel 1983 dallo scultore offidano Aldo Sergiacomi. È posto all’ingresso del paese per testimoniare la grande importanza che il merletto a tombolo ha in Offida. Si tratta infatti di un’arte molto antica che viene tramandata di generazione in generazione, permettendo la realizzazione di veri e propri capolavori artigianali. Il monumento mette in evidenza proprio la continuità della tradizione, rappresentando tre generazioni a confronto; da sinistra verso destra l’anziana nonna che segue attentamente il lavoro della giovane madre e della bambina, molto presa nell’apprendere le prime tecniche di lavorazione.