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Chiesa di Santa Maria della Rocca

La chiesa di S. Maria della Rocca, uno dei più insigni monumenti offidani, sorge in un punto che un tempo era considerato esterno al centro abitato. Inizialmente, al posto della chiesa, si trovava un castello di età longobarda con annessa una chiesa di piccole dimensioni, appartenente a Longino D’Azzone, signore offidano di origine franco-tedesca. Nel 1039 il castello e la piccola chiesa vennero donati all’abbazia di Farfa e quindi entrarono in possesso dei monaci benedettini. Come testimoniato da un’epigrafe, nel 1330 vennero effettuati dei lavori che prevedevano la demolizione del castello e la costruzione di una chiesa di più grosse dimensioni. La chiesetta più antica venne inglobata all’interno di quella più nuova, creando così dei corridoi laterali attualmente visibili nella cripta, uno dei quali fu utilizzato come zona di sepoltura a partire dal XVI secolo.
La struttura esterna, in laterizio, è percorsa da lesene in travertino nella parte absidale; al centro dell’abside maggiore si apre il portale della cripta, in travertino, scolpito con festoni e animali fantastici. Nella zona circostante sono avvenuti dei cambiamenti nel corso dei decenni dovuti alla costruzione a alla demolizione di abitazioni che di volta in volta hanno conferito un aspetto differente alla visuale della chiesa. Anche il dirupo sottostante ha subito delle modifiche fino ad assumere l’aspetto odierno, caratterizzato da contrafforti aggiunti nel 1946 per conferire maggior stabilità.
All’ interno della cripta, che si estende per tutta l’area del piano superiore, ci sono numerose colonne in laterizio con capitelli smussati agli angoli che sorreggono arcate a sesto acuto e a tutto sesto. Ancora è conservata una parte degli affreschi, attribuiti al Maestro di Offida, raffiguranti i cicli di S. Caterina di Alessandria, S. Lucia e diversi altri Santi e Vergini in trono.
La chiesa superiore, ad una sola navata, presenta tracce di affreschi che un tempo rivestivano completamente le pareti. Ben conservati sono quelli del catino absidale raffiguranti profeti, angeli musici e Sante Vergini, opera del maestro milanese Ugolino di Vanne. A sinistra del transetto si riconoscono le storie della vita di S. Benedetto; sullo stesso lato della navata una Madonna del Latte con S. Sebastiano, opera di Fra Marino Angeli. Sul lato opposto una deposizione, una crocifissione ed una Madonna con Bambino e Santo, unico affresco di età rinascimentale, attribuito a Vincenzo Pagani.

 

Pitture ed artisti nella chiesa e cripta
di Maria della Rocca

Tra gli artisti che hanno operato nella chiesa di Santa Maria della Rocca sono da menzionare: il Maestro di Offida, il Maestro Ugolino di Vanne da Milano e Frà Marino Angeli da S. Vittoria. A tale riguardo risultano di fondamentale importanza gli studi effettuati sull'argomento da Giuseppe Crocetti.

Il Maestro di Offida

Con tale nome si vuole indicare la produzione di un artista la cui dimensione pittorica può essere ricostruita attraverso alcuni caratteri individuabili e ricorrenti in varie opere pittoriche, sparse in diverse località delle Marche, tra le quali la principale è sicuramente Offida, databili nel periodo tra il 1300 e il 1400.
La critica ha cercato anche di fornire indicazioni circa la formazione artistica del Maestro di Offida e, secondo tali indicazioni, sarebbe stato un monaco che, dopo una formazione artistica derivante dalla scuola napoletana, sarebbe venuto a contatto con il pittore Andrea da Bologna ed avrebbe operato, ai primi dei sec. XV in diverse zone delle Marche e in S. Maria della Rocca ad Offida.
Secondo Crocetti la caratteristica inconfondibile dei suoi dipinti è il modo singolare di eseguire le aureole, che non sono semplicemente dipinte, ma in stucco, a leggero rilievo e, soprattutto, i raggi delle aureole, che sono distribuiti con regolare scansione radiale, come nell'arte di Giotto,  ma in tutte le aureole sono tracciati in scansione ascensionale, specialmente quelli della zona inferiore. E’ una tecnica spiccatamente personale, equivalente ad una firma. Altro particolare è la rappresentazione di Gesù Bambino che regge sempre in mano un uccellino, diverso tra un affresco e l’altro.
Le opere attribuite al Maestro di Offida, presenti in S. Maria della Rocca, sono le seguenti:

CRIPTA
    • cappella abside di destra:     “le storie di S. Lucia, vergine e martire”; “Crocifissione”; “Incoronazione della Vergine”; “la Madonna della Misericordia e S. Giovanni Evangelista”. Sull'arco di tale cappella‑abside è presente “L'Annunciazione”.
    • cappella‑abside di sinistra:     “le storie di S. Caterina d'Alessandria”; “l'Annunciazione”. 
    • parete sinistra, accanto alla cappella:     “la Madonna del Latte”; “S. Ludovico da Tolosa”; “S. Onofrio e S. Stefano”. 
    •  vestibolo della cripta: “lo sposalizio mistico di S. Caterina”; “S. Cristoforo”;”la Madonna con il Bambino e due Angeli”.

CHIESA SUPERIORE
    • abside centrale: “Fuga in Egitto”
    • ambone di destra: “Crocifissione”
    • parete destra: “Sepoltura di Gesù”

Maestro Ugolino di Vanne da Milano

Nato nella seconda metà del XIV secolo, si è formato alla scuola degli allievi e continuatori di Andrea da Bologna e sembra che abbia assimilato anche altre influenze dovute al contatto con diversi pittori durante la sua permanenza nelle Marche.
Attorno al 1420 opera a Montelparo, Montecosaro (MC), Fermo, S. Vittoria in Matenano e, dal 1423, opera anche in Offida nella chiesa di S. Maria della Rocca. 

CRIPTA
    • parete sinistra: «La Vergine con il figlio e S. Antonio abate», datato 1423. 

CHIESA SUPERIORE
    •  zona inferiore sinistra dell'abside maggiore: frammento di affresco votivo, con datazione 23 Nov. 1423, eseguito su ordinazione di Baldassarre Baroncelli.
    • catino dell'abside maggiore: «Sette Profeti, otto Sante Vergini, dieci Angeli musici». 

Frà Marino Angeli da S. Vittoria

Le notizie biografiche riguardanti il monaco‑pittore sono presenti presso l'Archivio Capitolare di S. Vittoria. Nasce a S. Vittoria attorno al 1400, muore attorno al 1462. Non si esclude la conoscenza personale del Maestro Ugolino di Vanne da Milano. Che abbia svolto un periodo di apprendistato col M° Ugolino lo fa supporre il modo di disegnare la naturale cadenza di pieghe e volute nelle vesti e nei manti che si riscontra mettendo a confronto il dipinto del M° Ugolino nella cripta di Offida, con le figure di “S. Antonio”, e “S. Marone” di Fra' Marino Angeli, nel Polittico di Collina (Fermo). Il pittore ha assimilato altre tecniche a contatto con la scuola umbra. Sembra che egli  abbia preso un po’ da tutti i buoni pittori del suo tempo, ma senza copiare; spesso lascia trasparire la sua personalità e la sensibilità di artista squisitamente religioso. 


CHIESA SUPERIORE
    • parete di sinistra: «La Madonna del Latte con S. Sebastiano».

Dove si trova

Via Roma, 98, 63073 Offida AP, Italia

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